- SENZA SOGNI -

Vento

soffia e spira forte

entra nelle stanze

guarda e scopre tutto

non gli nascondo nulla

sembra non capire

quello che sta accadendo

alza solo polvere e carte

.........non gliene frega niente

Io che ho vissuto per capire

lottando per cambiare

.........restano solo parole

            Vento

            da energia alle fiamme

            brucia la gramigna

            ma anche i campi di grano

            e poi fumo

            quanto fumo nei nostri occhi

            non vediamo niente

            ci capiamo poco

False

queste rivoluzioni sono false

nessuno cerca di spiegarle

tutti corrono ai ripari

e l’ipocrisia è un grande tetto

che nasconde gente inerme

e libero non è chi spera

Libertà in continuo affanno

.........di chi vuole capire

            Vorrei

            che le parole diventino pioggia

            un fiume che inondi le strade

            e scuota i serpenti nei nidi

            che l’orizzonte

            non sia solo poesia

            ma luce accecante

            che renda tutto chiaro

Chiusi

senza idee e senza bandiere

forse più liberi ma senza sogni

quelli che fanno muovere tutto

quelli in cui corri nella pioggia

e non ti fermi di fronte al nulla

e non esistono stracci bianchi

ma solo corse contro il tempo

...........per cercare di fermarlo

            Grido

            perchè le mura sono di carta

            ma nessuno ci disegna una porta

            e crediamo solo di impazzire

            Piango

            perchè le mura sono illusioni

            le mie catene poi si sciolgono al sole

            ........... ma nessuno apre porte e finestre.

 

- DANZANDO SULL'IPOCRISIA -

Le grandi speranze hanno lasciato i miei occhi

tessono fili i burattinai

tessono, tirano, filano strappano

inizia una nuova era

            e tu  ......... danza

            è la nuova risposta

            e tu  ......... danza

            sarà la loro sconfitta

la storia percorre le vie già percorse

tinge di nero le pagine bianche

tinge di rosso le sue copertine

la folla chiede giustizia sociale

            ed io   ......... danzo

            musica dentro la testa

            ed io   ......... danzo

            sulle loro conquiste

amico metti cervello nelle tue tasche

non credi che sia arrivato il suo tempo

io voglio accenderti un lume in testa

è questo il tempo dei nuovi lumi

            ed esplode in mente

            questa nuova rivolta

            che distrugge e danza sul marcio

            delle loro conquiste

.............. I nuovi schiavi non hanno più le catene

i nuovi schiavi amano i loro padroni

i nuovi schiavi sono uomini d’onore

i nuovi schiavi usano spesso il tritolo

            ma esplode più forte

            questa nuova rivolta

            che distrugge e danza sul marcio

            delle loro conquiste.................

 

- DALLE CENERI -  (dedicata al popolo irakeno)

 

Immagine su immagine

voci nel fiume

sonno eterno sul letto delle ferite

nere farfalle fanno scorta al nostro silenzio

ho rivisto il sogno

è l’essenza stessa del tempo che ci strazia

una casa di legno

avvolta di edera

dalle foglie lucenti ........è una casa che non è del paese

dopo la guerra

galleggia sul fiume in rovina

l’edera è ingiallita

lutto delle origini

esilio delle radici

l’immagine è resa all’anima estinta

sogno fuggevole

dove sono io

che mi sto inseguendo

dal fondo melmoso ?

non ho più gambe per correre

e le braccia sono nella fossa accanto

gli occhi miei sono introvabili

e il sesso l’hanno mangiato gli uccelli

Chi verrà

a portare via il mio corpo ?

Chi ne ricomporrà

le membra mie per deporle

offerta leggera sulla porta di casa mia ?

Chi ridarà

un nome a mia moglie ed un volto al nostro passato ?

L’uomo che si è preso per l’astro dei cuori  lugubri

è un uomo che dorme

è un uomo che sogna

nessuna delle vittime raggiunge il suo sonno

becchino metodico

Han fermato il respiro soffocando la vita addormentata

Moha scese nel pozzo,

immerse i piedi nell’acqua nera

e poi disse:  Questa è la mia memoria

Questa è la nostra gloria.

Catrame e chiodi arrugginiti

Carogne e scarpe lacere

Il giorno è meno sicuro

notte sulla notte

E noi  ce ne stiamo qui

immobili

impietriti dalla paura

e dalla febbre

con dignità raccolta

I ragazzi non sono più ragazzi

Portati via dal vento ricascano

petali oscuri sulle nostre mani tremanti

in un campo di sassi senza memoria

Ci siamo persi.

Lo siamo ormai da  tempo

Le nostre guide

ci camminano sulle spalle.

Sono sempre armate

Non sanno né cantare né danzare

ma scrivono poemi

di circostanza

e discorsi opachi

 

“QUANDO SOFFIERA’ IL VENTO

LE CENERI ANDRANNO A POSARSI SUGLI OCCHI DEI VIVI,

ED ESSI NON SE NE ACCORGERANNO,

MA CAMMINERANNO TRIONFANTI

CON UN POCO DI MORTE SUL VISO”.

 

- RE SENZA CORONA -

Dopo una lunga attesa

Ritorno all’origine

Tra spazi sempre più alti

Sempre più vuoti

Ho avuto un cuore

Per non amare

Ne vorrei uno per poterlo liberare

Lungo la notte la “donna luna”

È una lama d’argento che taglia i miei pensieri

E volo nel tempo col passato in gola

Voglio gridarlo

            Mi vestirò di nuovi colori affinchè il buio passi

            Ma la notte è già scesa e la luce è lontana da me

            La guerra è persa e mi ritrovo come un re senza corona

Non ho nulla da perdere

Nulla da guadagnare

Ed in quel grande buco mi vedrai cadere

L’anima è calda ormai

Mi riscalderà e con un respiro poi la libererò

            Dove il cielo ha i suoi margini

            I fantasmi ridono delle mie verità

            Ed io non riesco a liberarmi da questo peso

            Parole mai dette di cose già fatte

            Parole mai dette per cose già fatte

 

- LUCI VERSI CENCREE -

Ruota lungo l’orizzonte

La mia voglia di restare qui

Ed il riflesso della mia vita

Si confonde in canti

Caldo il sole mi riveste

Di ombre e di pianure gelide

Come queste pietre grigie

Che hanno visto il tempo scorrere

            Dalle mani

            nei miei occhi

            Come pianto sui tuoi fuochi

            Sempre vivi ma incapaci di scaldare

Tutto è fermo e m’invade

Come luce senza origine

Tutto adesso può cambiare

La fede soffoca

Nel dolore che conosco

Che non porta mai ferite

È il dolore dell’assenza

Da una pace che adesso è qui

            Nei silenzi

            Dei miei sogni

            Scava luce nei contorni

            Di una notte senza verità

Dai tuoi passi Cencree risale

Tra i sentieri di un pensiero limpido

Che la mente ancora rincorre

Ma non cattura mai

E si eludono i ricordi

Nel vento che attraversa e libera

Le catene di una coscienza

Paure dei miei limiti

            E cercando

            In un momento

            Di mutare ciò che cerco

            In una notte senza verità

Libertà scorre nell’essenza

Di un profumo che risale verso me

Dai campi dell’innocenza

Su questa immagine

Di polvere in diorama spento

In una pioggia che ti porta a vivere

Il rifiuto della partenza da quest’alba senza colori

             E si perde

            Nei segreti

            Come un grido soffocato

            Dagli echi di voci lontane.  

 

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Aggiornato il: 01-12-11 19.44 .